Teatranti allo Sbaraglio - "Raccontare, ci rende migliori?"

“Giro girotondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra!”

Finalmente dopo tre anni riapre in presenza la Rassegna Internazionale di Teatro Educativo e Sociale “IL GERIONE”.

Il tema è “Tutti giù per terra. Stretta la soglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia”. L’antico girotondo risuona ancora nella mente di tutti e, questo modo di dire, era utilizzato alla fine delle storie.

Non è facile raccontare e per questo, all’inizio, la soglia è stretta ma poi, man mano che si va avanti nel racconto,  la strada si fa più larga e diventa più facile raccontare.

Il laboratorio teatrale ha visto quest’anno gli alunni della 3N partecipare al Gerione con un lavoro dal titolo “Raccontare, ci rende migliori?”

Dopo tutta la fase di training teatrale, gli alunni, guidati dalla prof.ssa Gloria Gaudino, hanno letto con attenzione il tema del concorso e hanno riflettuto su come raccontare, nel corso della vita, sia importante per conoscere, crescere e migliorare. Raccontare è la forma più antica che l’umanità abbia elaborato per trasmettere esperienze però spesso l’uomo non si avvale di queste storie e continua a commettere errori.

I ragazzi hanno quindi analizzato quello che è accaduto nel periodo del Covid, la solitudine che hanno vissuto ma anche, con molta obiettività, visto gli aspetti positivi di questo momento come la possibilità di “conoscersi”meglio in famiglia e, se vogliamo, gli aspetti divertenti analizzando quello che accadeva in alcune famiglie pur di uscire a prendere un po’ d’aria.

Si sono soffermati poi sul ruolo della donna nella storia e la sua evoluzione, la sua emancipazione e lotta per i propri diritti, partendo dalle Suffragette e arrivando alla conclusione che, nonostante tutto, ancora questa non riceve il rispetto necessario ma vengono perpetuati nei suoi confronti violenza, maltrattamenti e discriminazione.

Rivedendo poi il passato fatto di guerre, i ragazzi hanno osservato che studiare, rivedere ciò che è accaduto nel secolo scorso, leggere lettere di soldati della I e II guerra mondiale, non è servito a niente perché ancora oggi si utilizza la guerra come mezzo per risolvere controversie.

Lo spettacolo ha avuto inizio e fine con un girotondo; girotondo è in realtà tenersi per mano e girare cantando una filastrocca. La filastrocca è il modo fanciullesco per imparare infatti ogni scena della rappresentazione è anticipata dalla filastrocca che ricorda, forse insegna, quello al quale l’uomo deve stare attento e finisce con il girotondo della canzone di Fabrizio De Andrè che è un manifesto contro la guerra.

Possiamo dire alla fine che lo spettacolo è stato commovente, emozionante e, in alcune fasi, anche divertente. I ragazzi sono stati capaci di trasmettere emozioni e sentimenti, hanno dato modo di pensare e hanno messo nello spettacolo le persone di fronte ai problemi quindi è stato anche educativo e coinvolgente.

I ragazzi sono stati premiati con una menzione speciale per la partecipazione ad un concorso che si terrà nei prossimi mesi. Raccontare, ci rende quindi migliori?  Sicuramente ciò che è rimasto ai ragazzi di questa esperienza, è tanto. Innanzitutto hanno capito che l’evoluzione ha migliorato le loro vite ma che l’uomo non ha sfruttato a pieno le sue capacità per migliorare il mondo, che è ancora possibile cambiare i propri destini ricordando e raccontando la storia che servirà ad analizzare e capire cosa è stato fatto nel passato per capire meglio il futuro. Solo capendo il passato, compresi i relativi errori, si potrà migliorare il futuro.

XVII RASSEGNA TEATRALE “ IL GERIONE”