La Vitale sul podio del concorso "La pagina che non c'era"

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Capelli castani leggermente mossi e due occhioni che esprimono tutta la purezza della sua età. Tredici anni all’anagrafe, sportiva a livello agonistico e con una grande passione nel cuore: quella della scrittura. Sono questi i connotati di Federica Viglione, alunna della nostra scuola, in particolare della classe terza Q, seconda classificata al concorso letterario “La pagina che non c’era”. La kermesse, giunta alla sua ottava edizione, premia ogni anno ragazzi di diverse scuole della nostra regione e non solo, che si cimentano nelle vesti di veri e propri scrittori, scegliendo uno tra i libri in concorso e integrando una sua qualsiasi parte, con una nuova pagina che riproponga esattamente lo stile dell’autore. Un impegno non indifferente che richiede passione, sensibilità e fantasia, per non far capire al lettore dove subentri la seconda mano e che, attraverso lo strumento del gioco letterario, intende stimolare nelle giovani leve, la passione per la lettura, attraverso un mix tra studio e divertimento. Il testo di partenza che la nostra vincitrice ha letto autonomamente è “L’ultima mano di burraco” di Serena Venditto, un romanzo giallo, ambientato a Napoli che vede quattro coinquilini con la passione per l’investigazione, protagonisti di un testo che si apre con la morte di Temistocle Serra, distinto docente universitario di Teoria dei giochi e delle decisioni. Non è la prima volta che la nostra studentessa è premiata in tale ambito: anche gli scorsi anni, gli autori dei testi, avevano notato le sue capacità e questa volta, Federica ha gareggiato autonomamente e in sinergia con altri compagni, partecipando anche alla scrittura di un capitolo di un albo (’45) con tre suoi compagni di classe, che si sono classificati tra i dieci finalisti. Ma parliamone direttamente con Federica, un’alunna modello, riservata, determinata e precisa, come emerge dalla descrizione che di lei fa la sua docente di lettere, la Prof.ssa Carolina Schiano, da sempre impegnata nel coordinare gli studenti che intendono partecipare al concorso.  

Come si svolge il concorso e quale sua parte ti è piaciuta di più?

La kermesse prevede la lettura del testo e l’incontro con l’autrice, occasione importante per conoscere da vicino la mente pensante dell’opera e per entrare in quella necessaria simbiosi con lei, per poi riproporre il suo stile, nella parte finale della rielaborazione. Sicuramente il momento che mi ha coinvolto di più è stata la lettura del testo, perché, a mio avviso, ho accresciuto le mie conoscenze e potenziato le mie tecniche di scrittura.

Nel tuo intervento di scrittura hai inserito un particolare di una delle protagoniste del libro che è piaciuto molto all’autrice. Come ti è venuta l’idea?

Quando ho conosciuto Ariel, una delle protagoniste del libro, ho cominciato a pensare a quando ero bambina e alla mia passione per le passeggiate in bicicletta. Così ho integrato la sua figura con un viaggio nella sua infanzia, dalle sue scorribande in bici al sogno di diventare una reporter. Quest’intervento letterario mi ha permesso di avere fiducia nelle mie capacità e di dare un grande valore al concetto di libertà, in tutti i suoi aspetti.

Cosa consiglieresti agli organizzatori del concorso per migliorarlo?

Partendo dal presupposto che leggere è sempre bello, perché ti permette di immedesimarti nei protagonisti, mi sento di dire che, a mio avviso, la quantità dei libri proposti dovrebbe essere più ampia, in modo da avere più possibilità di scelta.  

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